E intanto…

Intanto con questa storia delle ONG vi hanno confermato le voci sul fatto che esista un servizio di trasporto permanente Africa – Europa solo andata più o meno fuori controllo, nel silenzio di ogni parte. In sordina. Una cosa che fino a qualche mese fa probabilmente tutti immaginavano ma nessuno poteva dare per certa con ragionevole sicurezza. Intanto si discute di scelte politiche, hot-spot e marine militari varie, così tanto da sorvolare sulla conferma di un fenomeno così importante e da sempre sottovalutato.
Se sul piano umano, sia chiaro, non può esserci niente di sbagliato o deplorevole nel soccorso, che fra l’altro è uno degli elementi distintivi del livello civiltà che dovrebbe distinguerci, in tutta questa storia è legittimo per uno sprovveduto – ad esempio come me – chiedersi quanto costi per una ONG muovere una nave anche solo per una giornata, da dove provenga il carburante – per esempio – chi lo paga e se alla fine di tutti i giochi sia effettivamente tutto mosso da fraterna umana compassione.

Però sto guarendo

Sono quello che gira le banconote nello stesso verso prima di metterle nel portafogli. E che si sente osservato e tremendamente a disagio nel farlo. Riconosco del patologico in tutto ciò.
Ma sto guarendo, lo giuro. Se mi notate lì fuori in giro, non abbiate paura.
Anche io vi osservo.

Dalle peggiori periferie delle periferie degradate delle periferie. Degradate.

Vallo a spiegare a certi soggetti che il fatto di pestare a morte un ragazzo 3 contro 1 collide apertamente con l’irrinunciabile bisogno, per gli stessi soggetti, di affermare la propria mascolina autoritaria forza acquisita a via di scazzottate nelle peggiori periferie delle periferie degradate delle periferie. Degradate. Niente di più di ciò che è già noto – per chi non eccede nel testosterone – come spacconaggine.

Io per queste storie, per questa gente, non ho aggettivi che li descrivano in modo appropriato per ciò che sono. Non conosco soluzioni o rimedi che siano rispettosi dei più basilari diritti umani. Non c’è nulla che possa riconciliarli coi valori civili. Non c’è pentimento che sia utile. Vi meritate insomma di essere semplicemente degli assassini, anche se di questa vostra condizione non potete comprenderne la gravità e la bassezza. Come tali, un giorno, potrebbe esservi riservata la stessa sorte delle vostre vittime. Per mano di gente squallida come voi.

Antichi

Ancora con questa storia del bagno di mezzanotte a ferragosto? Ma dite sul serio!? Cos’è capodanno? Vi guardo e niente, mi sento sconfortato se penso ai sogni infranti di certi vostri genitori. Subito dopo mi ricordo che esistono certi altri genitori che invece vi hanno voluto proprio così. È lì che lo sconforto e la comprensione va tutta per i vostri nonni (e così via). Portatevi almeno un asciugamano, non fate gli splendidi che ormai non avete neanche più 20 anni.

E comunque oggi si cucca con molto meno sforzo. Ve lo dico.

I missili su appuntamento

Pyongyang minaccia di lanciare missili su Guam. Verso metà agosto però, non prima né dopo. Ora, probabilmente le cose sono due: o si attende il rientro di qualche simpatico amico koreano che in queste giornate si sta godendo tranquillo il sole di Guam oppure questa storia dei missili su appuntamento è una bufala in linea con la commedia della dittatura sorridente del mar del giappone.

Ognuno la pensi come vuole sulla questione koreana. Posso anche sbagliarmi ma io, per esempio, non credo che alcun nord-koreano si sogni mai di andare a stendersi all’ombra delle stars and stripes, anche solo per salvaguardare le proprie chiappe. Percui punterei sulla seconda ipotesi e dormirei tranquillo per tutto agosto. E non solo.

Il mare, il sole, l’omologazione

Dell’estate mi piace più o meno tutto, dal sole, alla birra fresca delle 22, all’aperitivo delle 18 in riva al mare. Posso anche tollerare lavorare con 35 gradi per godermi poi quei 15 giorni appena di quasi relax. Con l’età ho iniziato però a non tollerare i rituali e di ciò molti miei conoscenti non fanno che additare il mio essere diventato irrimediabilmente vecchio dentro. Ora non so se sia appropriato dire “vecchio” a chi preferisce, ad esempio, la montagna nel momento in cui tutti si spostano nello stesso istante verso il mare. Quello che so è che voi con quelle barbe tutte lunghe uguali, con quei tribali indentici su quei polpacci depilati identici, con quei baffetti alla Salvador Dalì, con quegli account instagram fotocopiati, non siete comunque un ammirevole esempio di solida personalità.

La pazienza per soprassedere

È oneroso e oltretutto poco per bene prendersi l’impegno di puntualizzare alla gente – ogni volta che ce ne sia l’occasione – quanto questa sia stronza. Noi, che siamo gente cinica ma pur sempre attenta alle buone maniere, soprassediamo la maggior parte delle volte. Se vi domandate talvolta il perché dei nostri periodici silenzi, adesso sapete il motivo.

Mettetelo in testa

Non è che disprezzi i social network e gli smartphone in generale. Nemmeno la smania di fotografare la pasta all’olio per caricarla su istagram con qualche effetto vintage. È che, più che altro, mi trovo in disaccordo con alcune scelte educative di certi genitori. Per alcuni di voi ad esempio, trovo un vero peccato il fatto che mamma e papà non vi abbiano mai inculcato le comuni buone maniere come ascoltare gli altri senza interrompere, non parlare con la bocca piena, mostrare qualche tipo di interesse nelle conversazioni e non poggiare sulla tavola apparecchiata niente che non siano tovaglioli, piatti e posate. Nemmeno i gomiti.

Devo quindi dirvi dove mettere quei cellulari!? Possibile che debba sempre chiedervi di smettere di stalkerare le ex mentre aspettate le vostre penne al salmone!? Tanto non vi si fila più. Mettetelo in testa.

L’ho detto

La distanza a volte è l’unica vera salvezza per i vostri rapporti logori. È questa una di quelle verità che imparerete con l’esperienza e come certe verità non sempre fa piacere. Certe volte dovreste come minimo partire, trasferirvi o lasciare andare, per ritrovare finalmente la solitudine che vi meritate. Quindi non perdete altro tempo inutile. Su!