Oltralpe tutto ok

Oltre che per la finale dei mondiali – che anche molti di noi stanno aspettando pur senza la nazionale – i vicini francesi ricorderanno il 14 luglio con un po’ di imbarazzo, fra fumogeni quadricolore (rosso-blu-bianco-e di nuovo rosso) e spettacoli motociclistici approssimativi. Ma tranquilli, oltralpe assicurato che tutto ciò fa parte di una precisa coreografia. E mica sbagliano quelli!
Voi italiani siete sfrontatamente antipatici. L’onda emotiva che vi travolge negli ultimi tempi potrebbe suggerirvi riflessioni – forse in fondo non del tutto distanti dalla realtà – di un’immagine di maldestra tracotante gallica approssimazione.
Vi assicuro che queste rimarrebbero soltanto riflessioni del tutto dettate dalla pancia. In fondo non è successo nulla di grave. E’ come quando mio cugino, al posto del gasolio fece il pieno di super. O come quel sub che invece di usare l’ossigeno riempì le bombole a CO2. Tutto ok. In Francia in passato qualcuno deve aver perso la testa per molto meno, ma oggi è tutto ok.
Il colore forse è un augurio per la Croazia.

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Fra le convinzioni da smontare

Il fatto che abbiate superato dignitosamente diritto privato può darvi positive legittime aspettative sul fatto che supererete anche cose come ordinamento giudiziario o diritto del lavoro, ma non è assolutamente detto che passereste analisi 2, fosse anche con 5 mesi di studio. Naturalmente la regola vale anche al contrario.
Va bene essere positivi ma non fatevi prendere la mano.

Te lo dice Android

Su Android puoi scegliere fra “Italiano Italia”, “Italiano Svizzera” e “Italiano San Marino”. Senza un apparente motivo.
Mi pare regolare quindi, per una questione di logica spicciola oltre che elementare, lasciar scegliere anche fra fiorentino, meneghino, romanesco, siciliano, veneto e marchigiano. Tanto per iniziare!!
E comunque io sceglierei il marchigiano. Pur senza capirne mezza.

Game over

Tutto bello e suggestivo. Ho visto tanta gente in t-shirt rossa, polo rossa, camicia rossa, spesso e volentieri puntualmente griffata o con il monogramma a quattro dita dalla cintura. E ciò non mi urta, a mio modo vedo la causa in qualche modo nobile. La causa, non la ragione politica della causa. Il vostro problema, però, è che seguite le mode. E quando le mode sono dettate da – in ordine di gravità – politica, da una certa parte di essa, da scrittori dell’ultima ora, attivisti improvvisati, beh, siamo fottuti.

Fedeli al proprio scopo

“L’essenziale è rimanere fedeli al proprio scopo” e se ve lo dice Hegel non potete non crederci. Soprattutto in questa nostra epoca in cui i filosofi si affacciano nei salotti televisivi agitando l’indice destro per dare lezioni, un po’ come avveniva già qualche anno fa per qualche ripetente all’esame di criminologia. Questa volta però, con la segreta speranza di non banalizzare troppo la conoscenza.
Quindi, per tornare al nostro tema, un consiglio che ognuno di noi dovrebbe seguire molto attentamente, dovrebbe essere quello di perseguire i propri scopi in qualsiasi modo, senza lasciarsi influenzare da chi gira intorno nei diversi periodi della vita. L’uomo medio molto spesso è impegnato a fare il nulla, ma mentre fa il nulla è lì che di traverso, cercando di non farsi notare, guarda alle vostre normalissime esperienze con un pelo di invidia. Prima o poi vi avvicinerà, vi disturberà, sminuirà ciò che siete e ciò che fate, vi inviterà ad astenervi dall’azione che vi porterà dritti verso i vostri successi perché tanto ciò che fai non serve a nulla. Quest’uomo medio però non è mai fedele ai propri scopi, lui, e presto non vi si filerà più, quali che siano le vostre conquiste.
Quindi, per il vostro bene, imparate a mandare a fanculo senza mezzi termini.
Sempre quando occorre.

Tracy

A chi demonizza continuamente le nuove tecnologie così come tutto ciò che non riesce a comprendere dalla propria ristrettezza, mi piacerebbe mostrar loro, soltanto per un minuto, cosa c’è oltre il proprio naso. Oltre facebook e youporn, anche.
Non tutto ciò che arriva dal web fa male.

Perché si sta meglio

Il fatto è che prima inventano i cellulari e vi convincono di quanto siano indispensabili. Poi tirano fuori i social network convincendovi di quanto siano utili, di quanto sia bello ritrovare il compagnetto delle elementari, sì proprio lui, quello che ogni giorno vi prendeva a sberle e vi rubava la merendina. Così, per ricordarvi che non potrete mai liberarvi dal/del passato, nemmeno per realizzare i vostri massimi obiettivi.
Quindi è la volta degli smartphone, convincendovi di quanto sia straordinaria l’unione fra l’indispensabilità – instillata nemmeno troppo dolcemente – del cellulare, e l’eccezionalità dei social media che, noi popolo tutto sommato semplice, non possiamo proprio perderci.
E ora, dopo qualche decennio, chi vi ha faticosamente convinto di tutto ciò – beh, certo, non proprio la stessa persona fisica ma diciamo pure lo stesso portafoglio in cui sono finiti anni dei vostri risparmi – vi dice che forse di questi due strumenti state facendo un certo abuso. Tim Cook si è stancato di vedervi chini sul Full HD mentre aspettate la metro. O forse no – aspetta – lui la metro non la prende. Beh, io potrei anche essere in linea con questo ragionamento e d’accordo con lui, se non fosse per la mia naturale tendenza a respingere e addirittura talvolta odiare chi tenti di suggerirmi cosa, come e quando fare qualcosa. In forza poi di un autoreferenziale e autorevole parere.
Io per esempio penso che i CEO guadagnino troppo, ma Tim stai sereno, non realizzerò una app per farti guadagnare meno.
Dovreste avvicinarvi anche voi a questa perversa mia tendenza.

Mai più

Una breve lista di cose da non fare assolutamente o non fare più, nel caso che anche voi ci siate passati almeno una volta nella vita.

  1. Partire alle 4 del mattino nel mese di agosto perché “tanto così fotto tutti”.
  2. Indossare l’abito al ritrovo dei compagni di liceo a ben 16 anni dalla maturità.
  3. Prendere il treno la domenica sera per affrontare un lungo viaggio di lavoro in direzione Napoli.
  4. Prendere il treno la domenica sera per affrontare un lungo viaggio di lavoro in direzione Torino.
  5. Prendere il treno.
  6. Comprare uno smartphone di fascia alta, che tanto dopo 2 anni lo butti come tutti gli altri.
  7. Accompagnare il pesce con la birra.
  8. Andare all’Ikea di qualsiasi latitudine nei 20 giorni che precedono il Natale.
  9. Ascoltare le minchiate sul “Piano Kalergi” e sentirsi in bilico fra il “non credo alle mie orecchie” e il “mi stanno perculando“.
  10. Andare a un concerto dei Kiss con la maglia degli Iron Maiden, che quelli poi si incazzato. E hanno pure ragione.

Ci siamo.

Da questa ormai periodica abituale condivisione di musica interessante presa da youtube – interessante almeno per me e per quelli strani come me – non posso escludere questi giovani e sempre promettenti ragazzi.

 

Le questioni primarie e secondarie

Se l’Europa degli Emmanuel e delle Angele fosse onesta, non si concentrerebbe pretestuosamente sul problema degli spostamenti secondari dei migranti. Non li citerebbe affatto, per il semplice fatto che non dovrebbe esisterne la definizione dentro l’Unione, non dovrebbero chiamarsi così. Pretendere che si parli di cose primarie e secondarie in un corpo unico fa riemergere prepotentemente gli interessi individuali (che in Europa esistono eccome!), fa venire meno l’identità europea che si cerca di spingere invece a forza – come un elefante riottoso su per le scale – coi puntualissimi divieti per ogni cosa. Conte ha l’impressione che l’Italia sia stata a lungo “piantata in asso”. Di bastoni, per l’esattezza, e vi risparmio il punto preciso.

È anche lunedì, e di sole e mare non se ne parla neppure.