Quando loro… e allora gli altri… e quindi loro…

Allora. In Turchia ci sono i rifugiati siriani, caritatevolmente accolti e curati dal governo turco che intanto fa la guerra nel nord-ovest della Siria per – dicono loro – sconfiggere l’isis mentre – dicono gli altri – l’obiettivo vero sarebbero invece i Curdi. I Curdi intanto cercano un pezzo di terra, armi in pugno, da tipo 70 anni, mentre, dicono gli altri, loro non possono usare la minaccia di deportare milioni di rifugiati “in Europa” per guadagnarsi così il via libera di un intervento armato un po’ dove capita. Mettendo “sullo stesso piano” il dramma dell’immigrazione e l’orrore della guerra.
Bene. Anzi no. Io, come ognuno di voi – è inutile che fate “no” con la testa – non so dove in tutto ciò si annidi anche solo un po’ di verità.
Di indubbiamente certo, è evidente come tutti abbiano torto.

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State in casa

Vi vedo tutti abbastanza indignati, percepisco tutta la vostra furia già solo guardandovi negli occhi. Figuriamoci leggendo i commenti deliranti sui social network!
La soluzione c’è ma non è quella facile che pensate voi, non è quella che vi detta la pancia già messa a dura prova. Se state pensando di fare ancora affidamento “sull’effetto deterrenza” mi dispiace per voi ma credo che rimarrete assai delusi. Siete irrimediabilmente fuori strada. “L’inasprimento delle pene” è inoltre un modello utile solo alla raccolta dei consensi elettorali dei più sciocchi, quando invece la via d’uscita è qualcosa che non piace alla maggior parte della gente. Scongiurare gli eventi, che nulla ha a che fare con la manifestazione di potere di forze dell’ordine e supereroi prima ancora che di qualche forma di giustizia sommaria, è l’unica via saggia. Ma la prevenzione sfortunatamente non rientra nella top-ten delle vostre cose preferite: prevenire vi limita. L’unico fine ammissibile è capovolgere le regole che scongiurano gli eventi, alimentando finalmente quel traballante ma per voi essenziale pezzetto di autostima. Che altrimenti andate in contro alla pazzia assicurata.
State in casa insomma, che lì fuori è una giungla.

Averi potuto, avrei dovuto

La caducità dell’esperienza umana vi fa rimpiangere i bei momenti passati in gioventù. Carezze soffocate sul nascere, baci azzardati, scelte discutibili, il calcetto a caso del sabato pomeriggio. Vi svegliate una bella mattina di venti anni dopo realizzando che l’età compresa fra i 15 e i 25 anni almeno, non tornerà mai più. Non lo sapevate già? E vi fate pure convinti del fatto che non avete saputo apprezzarla. Nemmeno quella tra i 26 e i 30 rivedrete mai più. E neanche dai 31 ai 35 e così via. Il fatto, cari amici miei, è che la vita va così: quando hai vent’anni non hai l’esperienza adatta per godere tutto il sapore dolce e amaro di quel tempo. A 40 credi di averla, perché tanto ormai sei adulto, ma in realtà ti mancano gli occhi e il cuore dei vent’anni. Siamo un concentrato di “avrei potuto“, “avrei dovuto” e “non ho apprezzato“, visto con le lenti del supponente slancio di esperienza personalissima, del tutto stanchi di dover andare al lavoro tutte le mattine che Dio mette in terra. Che in verità, senza quei vent’anni vissuti come li avete effettivamente vissuti, forse oggi non avreste maturato i vostri pur sempre rispettabili punti di vista. Ma avreste rimpianto certamente e ugualmente qualcosa.
E’ così! Prima ve ne farete una ragione, prima farete pace col vostro io giovane che vi osserva in silenzio. Seduto in fondo stanza.

Castigat ridendo mores

Questa cosa delle manifestazioni dell’Onda Verde che si concludono con roghi in piazza sta diventando sempre più interessante. Ho idea che per la stagione scolastica appena iniziata assisteremo a una lunga serie di giornate del venerdì consacrate al fare brucia a scuola, non già negli uffici pubblici vari, a sostegno (sostegno?) della “lotta per il clima”. Vi voglio bene. Tutti, nessuno escluso, come dei fratelli e sorelle minori.
Sarà interessante, questa volta, vedervi manifestare senza cadere nella consueta contraddizione tipica del supponente cattedratico rappresentante del nulla.

Nota a margine. Per scrivere quest’articolo non sono state maltrattate zanzare, coleotteri o altri insetti di nessun genere, né è stato tagliato alcun albero. O almeno credo. Nel caso fosse, non era intenzione dell’autore. Quest’ultimo è totalmente consapevole dei cambiamenti climatici in atto, i quali sono con certa probabilità dovuti all’indifferenza dell’uomo e sono causa dell’indignazione popolare a intermittenza, con riguardo alla fascia oraria 8/16.
Aut. min. rich.
Peace.

Greta ha molti haters

In questi giorni osservo la vostra agitazione colpito dal fatto che Greta Thunberg vi abbia finalmente svegliato dal torpore, per farvi capire finalmente quanto la salute del Pianeta sia in pericolo. Scherzo. Io qualche dubbio in realtà ho iniziato a cullarlo percorrendo la A14 già nel 2004. Ma non era già tardi anche allora? Qualificare l’intervento all’ONU come delle banalità impilate una sopra l’altra, con la fronte forzatamente accigliata e severa è forse un po’ forte come bollo. In realtà però le critiche mosse da quelli che abbiamo etichettato subito come haters di Greta non credo che siano sempre campate in aria. C’è una latente incapacità di distinguere e separare le critiche per la forma dalle spesso inesistenti critiche sul merito.
Con onesta obiettività, dovremmo tutti essere d’accordo sul fatto che Greta esprima principi tanto veri quanto scontati. Che questa storia sia montata ad arte o no, rimane il fatto che inquinamento, riscaldamento globale, ghiacciai che vanno giù, “futuro rubato alle nuove generazioni” sono tutti punti che comunque potevate dedurre già prima, fidandovi della parola e degli anni di studi degli scienziati del settore. E invece voi no!
Chi critica Greta e le iniziative di chi la “accompagna” solo con l’esclusivo riferimento all’autenticità dei contenuti è in mala fede in modo direttamente proporzionale a chi, al tempo stesso, ne liquida le maniere e la forma tacciandole di troppa banale enfasi scenografica. O qualcosa del genere. Questi due esemplari di haters sono uguali, potrebbero passeggiare benissimo a braccetto. Sono fatti della stessa pasta eppure lo negherebbero fino alla morte.

TV, lettura leggera, social network e tutte le altre cose che catturano la vostra attenzione molto facilmente

Dunque, partiamo dal presupposto che TV, lettura leggera, social network e tutte quelle altre cose che catturano la vostra attenzione molto facilmente, dividono la popolazione del mondo in due sole categorie: credenti e atei. Bene. Anzi male. Sbagliato. Partorire questo ragionamento di fronte a una platea anche ridottissima, raccogliere persino qualche consenso e portare a casa la bambolina del più bravo baccellone assoggettato alla dottrina tritata in pezzettini minutissimi, non fa di voi persone che saranno ricordate per perspicacia, per la cultura e per la propria coscienza critica.
Il mondo è molto più complesso di quanto umilmente possiate immaginare seduti lì, a ruminare una ciotola di pop-corn. Tuttavia il fatto è che se mai riuscireste a fare vostra questa convinzione – che rimane comunque incontrovertibile, che vi piaccia oppure no – affrancandovi finalmente da quel desiderio di appartenenza al gregge, TV, lettura leggera, social network e tutte le altre cose che catturano la vostra attenzione molto facilmente, avrebbero vita davvero molto breve.
Come credete che andrà a finire?

Ormai facciamo 40, cifra tonda.

Insomma, esiste una cerimonia per i 39 anni (TRENTANOVE ANNI) di conflitto fra Iran e Iraq e a questa cerimonia, pare, viene annunciato che presto sarà partorito un “piano di pace regionale” da presentare all’ONU. Una cerimonia. Capito? E niente, dice che il piano è necessario perché, spiegano, le forze straniere nell’area creerebbero insicurezza. Ora, trentanove anni forse qualcuno lo considera un tempo appropriato per accorgersi che la tensione quotidiana crea incertezza e che l’incertezza (che ti tiene sospeso giorno dopo giorno fra la vita e la morte) non permette in linea di massima progresso, tanto quello culturale quanto quello industriale etc. Tutto questo tempo non è il miglior segnale che può farci ben sperare sull’arguzia di certi protagonisti. In definitiva le ipotesi rimangono due: hanno fallito prima o stanno fallendo adesso.
Sembra la trama di una commedia dei paradossi. E mi fermo, perché qualche bella mente potrebbe sostenere che io sia allusivo verso chissà cosa. E che comunque c’entrano sempre gli Stati Uniti. L’Ammerica imperialista. Il petrolio, l’Europa. E lo spread. Certo, lo spread.
Ecco cos’era.

Wannabe a soccer player

L’altra sera, tra noia e indolenza delle ultime ore della giornata, da queste parti si è inteso appropriato leggere qualche fatto di attualità. L’elaborazione intestinale della cena è stata subito parzialmente compromessa dalla mostra veneziana dei disegni del Mostro di Firenze: la destinazione del ricavato delle copie vendute andrà in beneficenza. Va meglio? Macché! L’attenuante della beneficenza non servirà a sciogliere personalissime riserve e dubbi sulla piena affidabilità di coloro che possano trovare interessante tutto ciò. Anche la manifesta nausea suggerisce, quindi, di no.
Di seconda scelta è parsa la rissa calcistica che, no, questa volta le tifoserie non c’entrano: si tratta proprio di rissa da spogliatoio, fra aspiranti wannabe a soccer player! Molto bene!
Dal margine di qualche piccola colonna, infine, non so come l’occhio sia caduto su Ezio Bosso che annuncia di non poter più suonare. Sì, ok, pare sia una notizia risalente e riciclata chissà per quale motivo, ma questi sono i piccoli fatti che rendono questo mondo un luogo un po’ più triste e misero di quanto già non sia.

Che alla fiera mio padre comprò

Fazioni politiche che usano i bambini per la propaganda, che accusano altre fazioni politiche di usare i bambini per la propaganda. E’ un momento bellissimo per vivere in Italia, soprattutto per gli appassionati studiosi di sociologia e ingegneria sociale.
Chiedo un briciolo di forza per stare dietro a questa montagna di cose stupide e insignificanti. Ci vorrebbe un briciolo di forza per ogni briciolo di faccia tosta di certuni e per ogni briciolo di credulità popolare. E la vita diventerebbe davvero una passeggiata di salute.