Tradizioni

Se a Parigi la gente si riunisce in piazza e canta l’Ave Maria dopo che la cattedrale è andata quasi completamente distrutta, “è un popolo forte, cosciente dei valori su cui si fonda la propria cultura, artistici e religiosi”. Rimango piuttosto sicuro del fatto che se ciò fosse successo in Italia, i medesimi che ieri commentavano in questa direzione oggi parlerebbero di cattofascisti, antiabortisti, tradizionalisti della famiglia, insulsi individui che l’arte non sanno nemmeno dove stia di casa, che non hanno nulla di meglio da fare che starsene in piazza con un cero in mano a cantilenare stupide preghiere. In attesa del reddito di cittadinanza.

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Down

Il picco più alto del dramma, cari miei, è stato raggiunto ieri pomeriggio con 2 ore di Facebook, Instagram e WhatsApp down. Per capirne la misura, vi basta sapere che tutto ciò è finito sul giornale di oggi. Ancora una volta la colpa dev’essere stata della donna delle pulizie ubriaca che, inciampando sul filo della corrente dell’unico server in funzione, spegne tre social network in un colpo solo. Se server e linee di backup non sono la prima priorità, cosa lo è davvero? Questi signori hanno ora sulla coscienza migliaia di utenti che sono stati costretti a passare ben 2 ore domenicali con le proprie famiglie. Ricordatelo tutti. Non lo accetto.

A patto che

L’enfatizzazione dei concetti con accenti rafforzati, tono di voce profondo e alto dovrebbero essere sanzionati pesantemente. Siamo tutti d’accordo? Soprattutto quando a voi, di ciò di cui chiacchierano ostinatamente gli altri, non ve ne frega proprio un bel nulla e anzi avete anche molto lavoro da anticipare in vista del weekend.
Io sanzionerei direttamente le enfatizzazioni e i dialoghi inopportuni, ma in fondo sono di indole buona e solo per questa volta mi sento di potervi concedere almeno qualcosa. A patto però che non vi offendiate troppo tutte le volte che non mostro il minimo interesse alle vostre domande retoriche.

Forse secoli

L’altro giorno in ufficio è stato proferito testualmente “Boemia Rapsodai!“, a chiosa di un discorso di stampo supponentemente sufficiente da parte dell’autore dell’ignobile esclamazione. Beh, non parlo più a questa persona. Sto valutando sommessamente la possibile esistenza degli estremi per un licenziamento per giusta causa da suggerire direttamente al capo. Che sono sicuro concorderà con me.
Capite con chi sono costretto a lavorare? Non basta essere bombardato di chiacchiere inutili per 8 ore al dì, prima e dopo i pasti, che anche il mio analista inizia ad essere seriamente preoccupato per la mia salute. Ora anche l’ostentazione della fiera ignoranza sta perdurando come moda dell’anno. Dei decenni.
Forse secoli.

L’oroscopo

Per dirvi quanto è seria la politica locale, basterebbe segnalarvi il fatto che le dimissioni dalle varie cariche di partito avvengono spesso e volentieri attraverso i social network con vero e proprio tono di ufficialità. Con tanto di lettera indirizzata “All’Ill.mo Segretario…”, “Al Coordinatore…”. Ve lo dico così, per sottolineare quanto sia presa sul serio la politica del livello locale.
Siamo alla frutta e, giacché è lunedì, anche l’oroscopo della settimana ha fallito miseramente. Come sarebbe a dire che le giornate peggiori sarebbero martedì e mercoledì?
E il lunedì dove lo mettiamo?

L’antica nobile arte del ruscolare voti

Su tre o quattro cosette dovremmo essere tutti d’accordo. Ma proprio tutti.
Calpestare il pane, così come gettare il cibo e sprecare la birra, è una cosa deprecabile che deve essere in ogni modo evitata ancorché per scopi dimostrativi. Insieme a ciò, però, dovremmo ormai aver imparato come possa essere lecito e comprensibile che un certo numero di cittadini, specie nelle periferie, si senta esasperato dalla discutibile amministrazione. Un altro punto nel novero delle cose che dovrebbero trovarci concordi – non ci crederete – è molto vicino al diritto penale, al diritto costituzionale ed è suscettibile di approfondimenti filosofici: chi ruba dovrebbe essere punito perché ruba, non perché esiste.
Ecco, tutto quanto sopra dovrebbe essere tenuto ben lontano da ogni strumentalizzazione di estremismo politico e, infine, qualsiasi approfondimento non dovrebbe essere demandato al buon giudizio di un ragazzo di 15 anni. Lo so, lo so, lui evidentemente non deve ruscolare bassi consensi in giro per le periferie a differenza di partiti e partitini.
Da qui in poi dovremmo tutti essere capaci di tirare debite conclusioni. Ma permangono i seri dubbi.

La PlayStation potevo concedervela

Pieno così, lì fuori, di social media manager appena ventenni presso qualche politico più o meno in vista. Io non li invidio affatto. Ricordo anzi con nostalgia quando a vent’anni ricordavamo con nostalgia i tornei di volley di appena 4 anni prima, momenti esorcizzati con rimpatriate durante le quali forse ritrovavi anche la Anna della situazione che, se prima non ti si filava nemmeno, da quel momento in poi decideva inspiegabilmente di uscire finalmente con te. E tutto era abbastanza su misura per quei vent’anni.
Cosa vi state perdendo, cari i miei social media manager! Senza nemmeno partita iva.

La sagra del baccello è un titolo di studio

Io di tutte queste iniziative tipo il Congresso della Famiglia di Verona e simili, mi rifiuto di comprenderne l’integralismo che c’è dietro. Ma non soltanto. Mi rifiuto di provare a comprendere anche l’integralismo che c’è davanti e quello delle posizioni contrapposte.
Io non lo so, ma il livello di tutte le fazioni in gioco non mi pare mai altissimo, e questo lo apprendo da ciò che l’esponente tipo scrive, da come lo scrive e da come si esprime durante le interviste ai tg.
Il dato certo, quello finale che constatiamo è che, sia da un lato che dall’altro, sia le posizioni del “sì” che quelle del “no” a qualsiasi cosa, sciorinate in TV e sui social media siano sempre sistematicamente sostenute da individui il cui grado di studio è quello da scazzottata alla sagra del baccello. Poche persone, se paragonate rispetto alla totalità dei cittadini, senza basi né conoscenze appropriate, senza l’ombra di interesse culturale, che pretendono di decidere per tutti. Costruendo di fatto nuova storia basata sulla sagra del baccello. And so on.
E se non ce la fanno a sottometterti con la prepotenza delle sole parole, possono sempre usare la violenza che fa parte del loro corso di studi.

Doti (poco) edificanti

Ci sono almeno mille modi per esprimere uno stesso concetto, mille modi almeno per esprimere una posizione, giusta o sbagliata che sia. Tutti organizzati come una scala cromatica, dal più diretto e meno carino a quello che addolcisce meglio la pillola amara.
Ecco, recentemente mi sembra abbastanza evidente come scegliere costantemente il modo peggiore, il meno indicato su ogni piano della vita, sia effettivamente una vera e propria dote innata dei più. Certa gente è proprio portata per questa cosa, in un modo tale che nemmeno la gara “ius soli sì – ius soli no” potrebbe esprimere meglio.
Punto.

Darwin e altre cose

“Non guardo TV”, “Guardare Ciao Darwin? Ma sei matto?”, “Sono per la cultura io, guardo solo serie TV. “

Mega pipponi, anche questi politicamente corretti, su cosa sia e cosa non sia educativo, cosa sia e cosa non sia doveroso trasmettere. Pesantissime premesse che sottolineano le distanze fra chi le espone e la TV trash da parte di chi poi ti racconta vita morte e miracoli di personaggi, trasmissioni e concorrenti delle peggiori trasmissioni mai mandate in onda. Guardate che non c’è mica nulla di male. Non dovete per forza alimentare un’immagine colta e sofisticata di voi ogni secondo della vostra vita. Quella stessa immagine a cui tanto tenete ma che non vi calza perfettamente, potrebbe piacere a qualcuno ma non piacere a molti di più. Se per voi è così importante.

I preamboli noiosi dicono già molto di voi. Io ci penserei bene.